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Studio Montefiorino

Alla scoperta del multiplo

L'evoluzione negli astratti ad olio

Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido come i fenomeni naturali che non sottostanno a nessuna volontà se non alle leggi imprescindibili del tempo. Un tempo che governa e regola il ritmo di ogni trasformazione, come quella che fa diventare una fluida distesa di acqua in una lamina ghiacciata che, comportandosi come un prisma, crea nello spazio illusioni ottiche spettacolari. Questo increspato intreccio di ragnatele che si viene a disporre sulla superficie separa il mondo dell’acqua da quello dell’aria: da una parte riflette i raggi del sole in ogni direzione, dando origine ad incredibili arcobaleni di luce, dall’altra protegge al suo interno un universo brulicante di vita, facendocelo scorgere in trasparenza scomposto e frastagliato, sempre in movimento grazie ai meravigliosi giochi di riverberi che si intersecano l’uno nell’altro. Così appaiono le nuove creazioni ad olio di Maurizio Carpanelli, in cui non è più solo una componente fisica ad emergere, ma in cui lo spazio, in tutta la sua tridimensionalità e temporalità, si materializza sulla tela. Le sue precedenti opere ad olio erano note per il loro essere fortemente aggettanti, entrando spregiudicatamente nello spazio dell’osservatore. In questo caso invece ci troviamo davanti a tele definite “multiple” dal momento che, esattamente come la superficie ghiacciata, creano un continuum tra il mondo esterno e quello retrostante in una complessa sovrapposizione e compenetrazioni di piani. La sensazione di profondità non rimane pura immaginazione artistica, ma si palesa davanti ai nostri occhi in questi grovigli di spatolate che, come schegge di vetro impazzite, generano infinti fasci di colore. La tela diventa così essa stessa sorgente di luce che con le sue proprietà di onda elettromagnetica, può scandagliare ogni possibile dimensione, non solo quella fisica, ma anche quella della nostra mente e della nostra fantasia. Il segreto di questo ultimissimo risultato è la sperimentazione e l’utilizzo di nuovi strumenti ideati dallo stesso artista per permettere una più facile e veloce manipolazione del materiale. Se prima il pennello serviva per aggiungere il colore strato su strato, qui invece è un particolare strumento di materiali plastici che distribuisce l’olio, lo spalma, lo spezza, lo graffia, dando vita ad una tempesta elettrostatica di pura energia in movimento. La pittura come innovazione, come rottura, come innovazione, come continua avanguardia sensibile ad ogni scoperta e affascinata da ogni forma di sapere, si trova quindi a seguire il binario del pensiero futurista:
[…] La cosa che si crea non è che il ponte tra l'infinito plastico esteriore e l'infinito plastico interiore, quindi gli oggetti non finiscono mai e si intersecano con infinite combinazioni di simpatia e urti di avversione. […] (Boccioni- 1910)
L’arte non deve per forza relazionarsi con un soggetto figurativo per sentirsi aderente alla realtà, quanto invece deve garantire di partire proprio dall’osservazione di questa per trovare il modo più immediato e coerente nella sua rappresentazione. La pittura di Carpanelli si sta avvicinando sempre di più ad essere quell’impressione che riproduce il caos del mondo, così come appare sulla retina dei nostri occhi, su una superficie, in cui il dinamismo plastico e la compenetrazione di piani diventano dei principi imprescindibili di questi nuovi astratti. Come i nostri occhi sono il punto d’incontro tra il mondo esteriore e quello interiore, queste tele rappresentano visivamente l’attimo d’incontro tra gli input esterni e la nostra mente, in un’esplosione non ancora codificata di energie e di forze ancora in potenza prima di diventare forme concrete e riconoscibili. Il gesto, quindi, non è più da considerarsi come momento in cui si ferma l’azione, ma diventa esso stesso pure sensazione dinamica eternata come tale, dove è l’atmosfera il prodotto che viene generato. I nostri stati d’animo vengono coinvolti in questa nascita della materia e si trovano a seguire e a rispecchiarsi nel flusso continuo delle pennellate, i cui colori non sembrano più fuoriuscire dalla tela, quanto invece si fondono con la superficie per scandagliarla, ampliarla e farla entrare nella terza dimensione. Riuscito a varcare questa soglia, chissà se nella sua continua evoluzione Carpanelli si porrà come obiettivo di raggiungere e di varcare l’iperspazio, dove non saranno più i fasci di piani a generare lo spazio ma i fasci di molteplici spazi a dare origine ad un nuovo universo pittorico ….
Monica Boghi


Monica Boghi

2016-10-23

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